abbraccioLa zooantropologia nasce come disciplina di analisi del rapporto di interazione uomo e animale ma non si esaurisce in questo. Infatti due aspetti sono rivoluzionari: il primo è che tra umano e non-umano ci possa essere un rapporto dialogico ossia uno scambio di contenuti in cui entrambe le parti (umano e non umano) vengono arricchite dal rapporto; il secondo che il non umano possa ricoprire un ruolo referenziale per l’uomo.

La zooantropologia non ammette quindi un approcio zootecnico dove l’animale è uno strumento da utilizzare ma al contrario lo vede come un soggetto da coinvolgere.

La zooantropologia ammette invece “un incontro relazionale” nel senso pieno del termine ossia di interscambio di contenuti e di ruoli, lasciando da parte l’aspetto performativo che invece è primario in buona parte della storia della nostra relazione con gli animali.

In zooantropologia due concetti sono centrali: 1) “alterità” animale che è ovvero riconosciuto nei predicati di soggettività, diversità, peculiarità; 2) l’idea dell’animale “partner” ossia coinvolto nel processo relazionale e non utilizzato come produttore di performance.

Ogni animale, cane o cavallo che sia, viene riconosciuto come soggetto, portatore di una sua storia ed individualità. Chi sposa la zooantropologia rifiuta un approccio di tipo addestrativo e performativo abbracciando invece l’idea di una vera e propria pedagogia costruita ad hoc per quello specifico individuo.

Ci si basa quindi su un grande rispetto dell’animale e su una profonda conoscenza dell’etologia della specie basata sulle più moderne ricerche scientifiche.